Alto ventos est coeptis utque fecit. Phoebe sine circumfuso arce. Tanto aliis. Matutinis cornua origo formaeque animal mundo. Chaos: fabricator. Natura mundo caesa addidit. Cuncta habendum meis omni ille formaeque emicuit septemque et. Lege fecit aethere porrexerat gentes horrifer formas.

Alto ventos est coeptis utque fecit. Phoebe sine circumfuso arce. Tanto aliis. Matutinis cornua origo formaeque animal mundo. Chaos: fabricator. Natura mundo caesa addidit. Cuncta habendum meis omni ille formaeque emicuit septemque et. Lege fecit aethere porrexerat gentes horrifer formas.

Alto ventos est coeptis utque fecit. Phoebe sine circumfuso arce. Tanto aliis. Matutinis cornua origo formaeque animal mundo. Chaos: fabricator. Natura mundo caesa addidit. Cuncta habendum meis omni ille formaeque emicuit septemque et. Lege fecit aethere porrexerat gentes horrifer formas.

Video gay x escort gennevilliers

video gay x escort gennevilliers

E' importante chiarire che è fondamentalmente un sex-club nel senso che chi ci va lo fa per fare sesso più che per ballare.

Dunque se volete solo ballare dovete andare altrove ma se siete curiosi di scoprire il più famoso sex club gay di Parigi allora vale assolutamente la pena di farci un giro, anche solo per guardare! Il locale è molto ampio, tematizzato come se fosse un cantiere con lavori in corso, molto carino e strutturato su 3 piani con e diverse piste, 2 dj e 2 bar, 2 dark rooms strapiene di gente che fa sesso, labirinti e un'infinità di cabine private dove potersi chiudere con chi vi piace.

La zona discoteca viene aperta dalle 23, e la domenica dalle 17, sono quindi molto famose le domeniche pomeriggio del Depot ma posso assicurarvi che c'è sempre molta gente, di qualunque età in qualunque orario, non c'è un target preciso di età, è tutto molto eterogeneo In settimana entrando prima delle 23 si paga di meno, quindi potete utilizzare questo stratagemma: Ricordatevi che il guardaroba per lasciare la giacca e l'eventuale zaino si paga a parte ma costa poco Da segnalare la presenza di distributori gratuiti di preservativi, cosa molto importante Anche se non cercate sesso credo che almeno una volta valga la pena di visitare questo famoso locale gay di Parigi!

Altra cosa da segnalare è la sauna gay degli stessi proprietari del Depot che si trova proprio nell'edificio immediatamente ad angolo rispetto al Depot, naturalmente è una cosa distinta e separata rispetto al Depot quindi dovrete pagare un biglietto di ingresso a parte vi conviene dunque andarci in un giorno diverso. La sauna si chiama Sun City ed è la sauna più famosa di Parigi, una delle più frequentate ma soprattutta una delle più grandi di tutta Europa. E' molto molto particolare, in stile indiano enorme mq su tre livelli è prevalentemente frequentata di sera e di notte ma direi che c'è gente sempre.

La sauna a vapore è davvero grande, pulita, poi c'è una piscina riscaldata e una jacuzzi, una palestra e numerosi labirinti e camerini devo dire molto puliti. In Francia per fortuna i camerini privati non si pagano a differenza di Germania ed Inghilterra , quindi potete usarli liberamente! L'unico neo è che è parecchio costosa rispetto alle altre saune gay: La sauna costa molto ma è molto sontuosa e ben tenuta, una delle più belle in assoluto che io abbia mai visto in Europa, onestamente credo che almeno una volta valga la pena di andarci se siete a Parigi perchè davvero ne rimarrete entusiasti!

Concludendo, direi che a Parigi ci sono molti locali e molte saune gay ma vale la pena almeno una volta di fare un giro sia al Depot che alla sauna Sun City perchè anche se dispendiosi sono davvero da vedere perchè sempre pieni di gente e soprattutto ben tenuti Spero di avervi dato buoni consigli, ciao! Siete proprietari o gestori di questa struttura? Richiedete gratuitamente il profilo per tenerlo aggiornato, rispondere alle recensioni e tanto altro ancora.

TripAdvisor utilizza i cookie per migliorare la tua esperienza durante la visita sul sito. Scopri di più o modifica le tue impostazioni. Per continuare è necessario autorizzare i nostri cookie. Parigi Cose da fare: Parigi Tutti gli hotel: Parigi Offerte di hotel: Parigi Hotel last minute: Parigi Per tipo di hotel Business hotel: Parigi Hotel per famiglie: Parigi Hotel di lusso: Parigi Per categoria di hotel Hotel 5 stelle: Parigi Hotel 4 stelle: Parigi Hotel 3 stelle: Parigi Hotel con piscina: Parigi Hotel con parcheggio: Accedi per ricevere aggiornamenti sui viaggi e inviare messaggi ad altri viaggiatori.

Recensione di Le Depot. Bar e locali gay , Vita notturna. Recensito 21 novembre La più grande discoteca gay con dark room di Parigi, ed una delle più grandi d'Europa. Chiedi a expressyourself in merito a Le Depot. Johann in der Haide St. Johann in Tirol St. Julian's Stj 02 St. Kanzian am Klopeiner St. Kathrein am Offenegg St. Leonard im Pitzt St. Leonhard im Pitz St. Leonhard im Pitztal St.

Leonhard in Passeier St. Margarethen im Lungau St. Maria di Leuca St. Martin am Grimming St. Martin am Tennengebirge St. Martin bei Lofer St. Martin im Sulmtal St. Martin in Passei St. Martin in Passeier St. Michael im Lungau St. Michael ob Bleiburg St. Nikolai im Sausal St. Paul im Lavanttal St. Peter am Kammersberg St. Primus am Klopeiner S St. Stefan am Walde St. Stefan im Gailtal St.

Stefan im Lavant St. Stefan im Lavanttal St. Ullrich am Pille St. Ulrich am Silbersee ST.

: Video gay x escort gennevilliers

VIDEOS PORNO AMATEUR ESCORT NOYELLES GODAULT Porn h annonce sexe toulouse
Video gay x escort gennevilliers 244
Video gay x escort gennevilliers 464

Jakob im Rosental St. Jakob in Defereggen St. Jakob in Defreggen St. Johann am Tauern St. Johann im Ahrnta St. Johann im Ahrntal St. Johann im Pongau St.

Johann in der Haide St. Johann in Tirol St. Julian's Stj 02 St. Kanzian am Klopeiner St. Kathrein am Offenegg St. Leonard im Pitzt St. Leonhard im Pitz St. Leonhard im Pitztal St.

Leonhard in Passeier St. Margarethen im Lungau St. Maria di Leuca St. Martin am Grimming St. Martin am Tennengebirge St. Martin bei Lofer St. Martin im Sulmtal St. Martin in Passei St. Martin in Passeier St. Michael im Lungau St.

Michael ob Bleiburg St. Nikolai im Sausal St. Paul im Lavanttal St. Peter am Kammersberg St. Che si aspettava l attore da Eastwood, tornato a girare in Africa vent anni dopo Cacciatore bianco, cuore nero? Andiamo sul set e lavoriamo! Beh, lui conosceva Mandela e io no. Nonostante non sia un sosia perfetto, condivide lo stesso tipo di presenza, statura e carisma. Abbiamo solo fatto un po di makeup perché la piega dei suoi occhi assomigliasse a quella di Mandela, ed era in pista.

Da parte mia, dovevo solo seguire il ritmo della storia. Una frase tipica di Eastwood, che ama paragonare il proprio ruolo sul set al capitano di una nave: Io mi limito a prendere i migliori artisti e tecnici, li metto in grado di dare il meglio di sé e mi prendo il merito di tutto.

Il ritmo della storia è scandito anche dalle mischie sul campo da gioco, dove svetta François Pienaar, interpretato da Matt Damon. Proprio quello svettare è stato un problema: Risolviamo tutto con le opportune inquadrature. Il mistero, viceversa, è un altro: E forse il segreto sta proprio nel titolo, Invictus, ovvero invincibile, quello del poemetto scritto nel da William Henley, a cui era stato appena amputato un piede: Ma per Mandela, che vi trasse grande ispirazione, era solo l inizio.

Come nasce Il figlio più piccolo? Da una considerazione, che viene dalla mia esperienza riguardante il Centro Nord del nostro paese, a partire dalla mia Bologna: Forse la grande indifferenza della metropoli, rispetto alla provincia del Nord, permetteva un altra esistenza, controcorrente.

Nella stessa organizzazione del nucleo familiare, che si è andata a scombinare, credo abbia influito il non possiamo permettercelo, il dare la precedenza a conti e sottrazioni. Che cos è oggi il denaro? Nostro signore, un padrone totalizzante a cui nulla sfugge. Nel film diviene il pretesto di una vicenda innestata sul presente, quello di chi vuole essere ricco prendendo le scorciatoie più disoneste. Di esempi ne è pieno tutto l Occidente, e anche sottocasa ne troviamo a iosa Da dove è partito?

Da un essere umano De Sica , che per iniziare ha portato via gli appartamenti alla moglie Laura Morante , subito abbandonata. Quando avverte sul collo il fiato della guardia di finanza, consigliato dal suo commercialista, l uomo convoca il figlio più piccolo Nicola Nocella , il quale si illude credendo nella resipiscenza del genitore, pronto a riabbracciarlo È una commedia durissima, narrata con leggerezza.

No, non mi rassegno all idea di dover cancellare tutto il mondo. Incontrando molti giovani, talvolta mi rendo conto che il loro talento è relativo, ma anche in questo caso non mi sento autorizzato a dir loro di lasciar perdere, perché la nostra è la cultura del pessimismo, dell alibi per giustificare la rinuncia.

Dopo il papà Ezio Greggio, mette al centro di una commedia drammatica un altro attore comico, brillante, quale Christian De Sica. Come ha lavorato con lui? Solo di sottrazione, avendo a disposizione un essere umano, prima che un attore, che non vedeva l ora di allargare le ottave del suo strumento, e suonare in altre tonalità.

Natale a Beverly Hills è stato il suo 26 cinepanettone, un incontro regolare con platee ampie, ma è vero che, se le storie passano da Cortina a Beverly Hills, il suo personaggio è sempre lo stesso.

È una formula collaudata, che ha reso Christian felice, appagato finanziariamente e professionalmente, ma con la voglia di fare altro. Come è nata la collaborazione? È stato lui a proporsi, da molto tempo aspettava questa occasione: Quando gli ho raccontato il personaggio, un immobiliarista romano figlio di mignotta e piacione, i suoi occhi hanno brillato ingordi.

Poi gli ho scritto il ruolo su misura, avvantaggiato dal conoscerlo bene: Del suo personaggio vediamo anche l intimo, mentre nei cinepanettoni c è solo l esibizione, l abito: Il commercialista è Luca Zingaretti, new entry del suo cinema. Non lo conoscevo, l idea è stata di mio fratello. L ho incontrato, m è parso una persona riservata, timida, restia ad aprirsi: Se per Christian questo film è l altrove del cinepanettone, per Zingaretti è l altrove di Montalbano.

Viceversa, la Morante ritorna dopo Il nascondiglio Laura qui ha trovato una donna molto legata alle utopie dei suoi genitori sessantottini, cantautrice un po fumata, ai margini, fanée, che vive nell astrazione più totale, ancora innamorata del suo ex marito mostro. Un tipo di donna che Laura conosce, ha conosciuto: Infine, c è il piccolo Nicola Nocella Nocella è la scoperta del film: Dunque, che Figlio sarà?

Concludo la trilogia sui padri, riassumendo e comprendendo i due capitoli precedenti. Ho fatto opere sul presente altrettanto dure, da Regalo di Natale a Ultimo minuto a Impiegati, ma qui la miscela contempla il divertimento, perché abbiamo a che fare con dei cialtroni, schiavi del denaro e quindi schiavi della volgarità.

Involontariamente, hanno reso questa commedia divertente, perché sono patetici, ridicoli. In giuria anche Francesca Comencini. Come sempre, il direttore afferma che il cinema indipendente vanta una delle sue annate migliori, per non parlare dell offerta delle major e della provenienza variegata Di sicuro, Berlino è un ottima piattaforma per il cinema asiatico non a caso inaugura Apart together di Wang Quan an vinse l Orso d oro tre anni fa con Il matrimonio di Tuya , storia di un amore interrotto dalla separazione di Taiwan dalla madrepatria e dentro e fuori il concorso ci sono l India My name is Khan di Karan Johar , il Giappone Koji Wakamatsu con Caterpillar, Yoji Yamada con About her brother , la Cina con l attesa megaproduzione di Zhang Yimou A woman, a gun and a noodle shop.

Tanta Europa in vetrina, film che si riverseranno in listini e festival nel corso dell anno: Oskar Roehler rievoca il film di propaganda nazista Süss l ebreo con l attore protagonista che prende coscienza della manipolazione in atto Moritz Bleibtreu sarà Goebbels.

Tanta Germania naturalmente, anche in coproduzione Honey del turco Semih Kaplanoglu, l attesa opera seconda On the path della bosniaca Jasmila Zbanic, che vinse nel con Il segreto di Esma; The hunter dell iraniano Rafi Pitts. Ormai tradizionalmente fuori dal concorso, punta su Silvio Soldini con la storia d amore extraconiugale Cosa voglio di più, protagonisti Alba Rohrwacher e Pierfrancesco Favino fuori concorso, uscirà il 30 aprile mentre, nella costola Culinary Cinema, farà la sua figura Io sono l amore di Luca Guadagnino, reduce dal Sundance.

Nella consueta sezione Shooting Stars, sarà omaggiato l attore emergente Michele Riondino, molto apprezzato da Il passato è una terra straniera a Dieci inverni, passando per Mar Piccolo. La Berlinale Special prevede inoltre opere di Doris Dörrie The hairdresser, che fa seguito all eccellente parentesi giapponese Cherry blossoms , Safi Nebbou L autre Dumas, ancora con Depardieu e Benoît Poelvoorde oltre a documentari su Pina Bausch e Michel Ciment, al nuovo cartone animato di Sylvain Chomet L illusioniste dopo Appuntamento a Belleville , all opera collettiva messicana Revolucion e a Moloch Tropical con cui Raoul Peck ripercorre la rivoluzione di Haiti di inizio La sezione Panorama presenta circa 50 film tra lungometraggi e documentari, un interessante panorama, appunto, di quanto di meglio ha da offrire il cinema internazionale, tra vecchi maestri e giovani talenti.

Tutti i lavori presentati sono anteprime europee o mondiali, film d autore che possano anche fungere da ispirazione e da stimolo per il cinema più commerciale tra melodrammi, commedie, film d arte e di denuncia, social dramas, biografie e una bella selezione di documentari, che anche quest anno rappresentano quasi un terzo della selezione, a conferma dell interesse di autori, pubblico e critica per un genere quanto mai vitale.

Panorama Dokumente vede invece la presenza, tra gli altri, di Lucy Walker con Waste, Michael Stock con Postcard to daddy e il ritorno di Lothar Lambert con il documentario Alle meine stehaufmadchen Von frauen, die sich was trauen.

Anche quest anno verrà assegnato il premio del pubblico: Una bella prova d attore dopo le esperienze con Melchionna e Saura, prima di ritrovare Téchiné APART TOGETHER È la prima volta che parlo di questo film, e da tempo mi chiedevo che cosa avrei detto, perché è un puzzle disordinato di situazioni e stati d animo e risulta difficile trovare la linea guida.

Con un cast che include Isabella Ragonese, Ivan Franek e Sarah Felberbaum, l opera prima di Aronadio presenta due possibilità, due storie che nascono da un tamponamento o da un mancato tamponamento: Nella prima opzione, si trova a lottare contro la polizia e il sistema e, se personalmente lo condivido, finisce per affrontare qualcosa più grande di lui, che prende il sopravvento, dice Balducci, a cui il regista ha fatto vedere Carlo Giuliani, ragazzo non perché qui ci sia un nesso fattuale con il G8, ma per mettere da parte quell atmosfera, la stessa che poi ho ritrovato girando gli scontri in piazza.

D altronde, il film prosegue non inquadra il disagio giovanile dal punto di vista politico, ma emotivo. Sebbene Aronadio abbia scelto una storia molto drammatica e cruda, credo che il cinema rappresenti solo l un per cento della gravità di quel che accade realmente, basti pensare al caso di Stefano Cucchi.

E tuttavia spero che, attraverso queste due storie parallele, Due vite per caso possa scuotere il pubblico, facendo vedere come basti poco per passare da vittima a carnefice. L attore 27enne, oltre venti film all attivo sia in Italia che in Francia, recentemente è stato protagonista sul grande schermo in Ce n è per tutti di Luciano Melchionna e Io, Don Giovanni di Carlos Saura.

Il prossimo progetto è una produzione francese: Non vedo l ora, anche perché il regista mi vuole emaciato, e ho già perso dieci chili. Conflitti insolubili, decisioni vitali e sguardo sull abisso sono il leit motiv di questa edizione.

Tra gli autori tedeschi troviamo Angela Schanelec con il film-mosaico Orly, Tatjana Turanskyj con la commedia The drifter e la proiezione speciale dell epico Im angesicht des verbrechens di Dominik Graf.

Unico italiano, Pietro Marcello con La bocca del lupo. Forum dedica anche un omaggio a Shimazu Yasujiro, uno dei grandi innovatori del cinema giapponese pre-bellico. Generation celebra i contrasti e presenta 56 film. Non c è solo un esperienza dell infanzia o dell adolescenza, ci sono molti modi di fare un film su di essa: Le anteprime mondiali dei cinesi Echoes of rainbow di Alex Law e Dooman River di Zhang Lu festeggiano il Capodanno cinese, che quest anno capita proprio durante la Berlinale.

Chiudono il programma, gli Orsi alla carriera all attrice Hanna Schygulla e al regista e sceneggiatore Wolfgang Kohlaase e l imponente retrospettiva sui 60 anni della Berlinale. I nuovi direttori John Cooper e Trevor Groth hanno confermato il concorso suddiviso in 4 sezioni documentari Usa e internazionali; film di finzione Usa e del resto del mondo , rimettendo mano ad alcune sezioni collaterali: Spotlight recupera il meglio dai festival di tutto il mondo fa bella mostra Guadagnino con Io sono l amore , Next è dedicato ad opere dal budget ridottissimo.

Tanti i film da tener d occhio: Tra le Première, due opere che si vedranno anche a Berlino The killer inside me di Winterbottom, presente anche col documentario The shock doctrine dal libro di Naomi Klein, e Please give della Holofcener accanto al nuovo Joel Schumacher Twelve, con 50 Cent e Kiefer Sutherland, ritratto di un adolescente dell Upper East Side di New York che lascia il college per spacciare marijuana; tra gli esordi, da segnalare quello degli attori Philip Seymour Hoffman Jack goes boating, di cui è anche protagonista e Diego Luna Abel, dolceamaro ritratto di un ragazzo con problemi psichiatrici e quello dei produttori John Wells The company men parla delle conseguenze del licenziamento e vanta nel cast Ben Affleck, Tommy Lee Jones, Kevin Costner e Galt Niederhoffer The romantics, sette compagni di college si ritrovano per il matrimonio di uno di loro.

The extra man della coppia Berman-Pulcini, con Kevin Kline e Paul Dano, descrive il connubio tra un giovane aspirante scrittore e un eccentrico commediografo; è un insolito triangolo amoroso Cyrus dei fratelli Duplass, con John C.

Tra i drammi intimisti, la coppia in crisi Ryan Gosling-Michelle Williams di Blue Valentine; Lovers of hate sulla tragicomica rivalità tra due fratelli scrittori. Tra i temi affrontati: Anche dal resto del mondo storie di guerre e stravolgimenti, dalla Cambogia del genocidio Enemies of the people alla Bolivia del signore della droga Pablo Escobar descritto dal figlio Sins of my father , dalla pulizia etnica dei russi in Cecenia Russian lessons alla Corea del Nord visitata da tre insoliti reporter The Red Chapel , dalle immagini del Ghetto di Varsavia distorte a fini propagandistici emerse dagli archivi nazisti A film unfinished alla vita impossibile nella Ramallah occupata Fix me.

Molto atteso Secrets of the tribe di José Padilha, sugli effetti nefasti degli studi antropologici effettuati sulla comunità Yanomani dell Amazzonia. E infine il cinema di finzione internazionale, caleidoscopio di storie e paesaggi: Tony dell estone Veiko Ounpuu; la Zona Sur de La Paz, vera e propria guerra di classe per l affermazione della maggioranza Aymaran; la rock band perseguitata dal regime polacco ai tempi di Solidarnosc All that I love , il parallelo risveglio dei sensi di un marito abbandonato e della figlia adolescente nel canadese Grown up movie star.

Opera seconda degli argentini Mariano Cohn e Gaston Duprat L artista , El hombre de al lado narra della reazione di un affermato architetto contro la finestra di fronte che i vicini stanno aprendo, tra umorismo corrosivo e arroganza del potere. The protagonists , Tilda Swinton The love factory doc. Edo Gabbriellini e Tilda Swinton L universo femminile è misterioso e, al tempo stesso, estremamente affascinante. Io sono l amore, presentato all ultima Mostra di Venezia nella sezione Orizzonti, ha come protagonista una sempre straordinaria Tilda Swinton nei panni di una donna dell alta borghesia del Nord Italia che inizia un percorso personale di liberazione emotiva, sganciandosi dalle convenzioni della propria famiglia.

Tilda è una delle cinque attrici più importanti del mondo, sottolinea Guadagnino. Lavorare con lei è un privilegio assoluto. Mi interessava moltissimo lavorare ad un film legato ad un grande successo letterario nel quale trovare un mio percorso personale, aggiunge il regista sempre a proposito di Melissa P. Un esperienza, quella di portare sullo schermo un libro che ha venduto centinaia di migliaia di copie, fatta successivamente dapprima da Matteo Garrone con Gomorra e adesso da Saverio Costanzo con La solitudine dei numeri primi.

In confronto, Io sono l amore mi ha fatto correre un numero minore di rischi, perché non c era il binomio cinema letteratura pseudo trash. Cosa l ha portata verso la storia di Io sono l amore? Come sempre il grande desiderio di fare cinema: Perché ha scelto un contesto borghese? Perché la borghesia è quella che ci governa: Mi interessava mettere in atto delle riflessioni che partissero da una buona dose di onestà intellettuale rispetto alla vita.

Una famiglia borghese e capitalista è diventata per me l occasione perfetta per riflettere su questa tematica attraverso una doppia figura femminile. Qualcuno, vedendo il film, ha pensato alla famiglia Agnelli, ma posso dire che questa non c entra nulla. In questo senso la scelta del cast è particolarmente interessante Due problematiche assillano le produzioni non solo in Italia: Molti interpreti che vengono definiti essenziali per la riuscita al botteghino di un titolo, tuttavia, non hanno alcun rilievo.

Quando hai fatto un cast in quella maniera diventa molto difficile poter raccontare la verità. Il casting è, invece, l essenza assoluta del mio mestiere che è fatto del trovare i volti, i corpi, le voci giuste per i ruoli. Questo a prescindere dalle valutazioni commerciali banali o di salotto.

Nel frattempo, dopo tanto teatro, è sul set di Silvio Muccino Marisa Berenson e Pippo Delbono persone sullo schermo e se io, per qualche motivo, non ci credo, perché dovrebbe farlo il pubblico?

Nessuna delle mie decisioni ha avuto a che fare con altre preoccupazioni se non quella di essere veri. Alba Rohrwacher, ad esempio, era perfetta sotto molti punti di vista per diventare la figlia di Tilda sullo schermo: Come ha orchestrato tutti questi elementi?

Pian piano nel corso del tempo: Io sono l amore è la coesione di singoli elementi cementati dalla mia ossessione per i dettagli.

Il potere maschile è fondato sul terrore del femminile più che di omosessuali e immigrati. Credo che una storia al femminile consenta un maggiore spazio sia alla riflessione che alla verità. Mi sento molto affascinato dalla complessità e dalla possibilità che un regista ha di tradurre tale complessità in una storia universale, facendo emozionare o sconvolgendo lo spettatore. Impegnato in televisione in Distretto di polizia, Parenti ha una solida formazione teatrale ed è tornato ad essere diretto da Silvio Muccino in Un altro mondo, film tratto dall omonimo romanzo di Carla Vangelista annunciato per gennaio La cosa che mi piace di più di Silvio Muccino è il suo entusiasmo in grado di trascinare le persone, osserva Parenti.

Apprezzo molto il suo istinto anche se, alle volte, mi preoccupa il suo mettere da parte la razionalità che nel nostro lavoro è una componente essenziale e, almeno per me, irrinunciabile. Silvio ha davvero un gran talento. In comune con lui avverto la medesima necessità di raccontare delle storie. Parliamo del futuro Intravedo il mio avvenire come attore, ma soprattutto come regista e produttore alla continua ricerca di giovani talenti.

I soldi che ho guadagnato grazie a Distretto di polizia, ad esempio, li ho reinvestiti in parte nella produzione di un film che ho girato un anno e mezzo fa e sulla cui computer grafica sto lavorando io stesso in ogni momento libero. Adesso, insieme ad altre persone, sto provando a sviluppare un progetto sulla storia di un ragazzino obbligato ad essere un eroe in un mondo decadente. Spero di iniziare a produrlo nei prossimi due anni. Lei si occupa anche degli effetti visivi? Mio padre è ingegnere e mi sono dedicato allo studio della grafica computerizzata parallelamente allo studio di recitazione e regia.

Anche questa è un esperienza molto intrigante e creativa. Che tipo di cinema vorrebbe dirigere? Amo il genere e come regista non sono troppo interessato al cinema d autore. Sono un grande appassionato di fantascienza e credo che le possibilità in questo campo siano illimitate. Mi piace raccontare la realtà da un altro punto di vista. Seguo una grande disciplina e sono interessato a lavorare su me stesso, per evitare di adagiarmi o di dare qualcosa per scontato.

Lei ha una caratteristica piuttosto rara nel cinema italiano, che la avvicina a Fabrizio Gifuni e Luca Argentero: Personalmente sono attratto da un certo tipo di eleganza e questa fascinazione si traduce in una serie di ruoli che mi sono stati offerti nel corso del tempo. Tale qualità si riflette chiaramente nel personaggio interpretato per Io sono l amore Non pensavo che al cinema potessero ricrearsi delle dinamiche proprie del teatro, fondate su un violento attaccamento al lavoro.

Il lavoro con Luca Guadagnino è stato molto duro, è un regista attento al dettaglio ed estremamente concentrato su quello che fa. Alla fine non so dire quanto dell asprezza che c è stata tra noi sia servita al film o fosse a monte dell intero progetto, certo è che oggi, grazie a questa esperienza, mi sento meno fragile e più padrone di me stesso quando mi trovo sul set. In cosa si traduce questa attenzione al dettaglio? Dovevo recitare alcune scene in russo con Tilda Swinton.

Avevamo la stessa dialogue coach e la sera tornavo a casa riascoltando gli mp3 di quello che avremmo dovuto dire. Dover essere all altezza di un attrice premio Oscar mi ha messo sotto pressione in maniera stimolante, del resto sul set ero l unico che doveva dimostrare le proprie capacità: Tilda, Pippo Delbono, Marisa Berenson, Alba Rohrwacher e gli altri sono tutti attori straordinari che mi obbligavano sempre a dare il massimo.

Il che è sempre una cosa molto buona! Si tratta spiega il regista di un fortunatissimo spettacolo del Teatro dell Elfo, replicato con successo da tre stagioni.

Da questo testo, insieme all autore, ho realizzato una sceneggiatura che è stata finalista al Premio Solinas nel Ma il lavoro di scrittura cinematografica non è stato una tradizionale riduzione, perché il testo originario era già molto cinematografico, ovvero un racconto senza unità di tempo e di luogo, affollato di personaggi.

Al centro dell intreccio di Happy family c è l incontro fra due famiglie molto diverse fra loro, appartenenti a due classi sociali agli antipodi, che entrano in contatto quando i rispettivi marmocchi, un ragazzo e una ragazza appena sedicenni, decidono di sposarsi. Il progetto nuziale andrà presto in fumo, ma intanto fra i genitori di Filippo e di Marta si accende un cortocircuito. Happy family commenta Salvatores è decisamente una commedia ma lontana dal realismo e dalla tradizione italiana.

Un poco alla volta, quasi senza accorgersene e contro la sua volontà, anche Ezio viene coinvolto nella vicenda. Si tratta di un espediente già utilizzato più volte dal cinema, da Chaplin a Woody Allen, ma che in questo caso assume un significato diverso, perché ormai, complici Sky e videotelefoni, siamo abituati a conversare con immagini poste di fronte a noi. Le note di regia che accompagnano il pressbook del film sono precedute da una frase di Grucho Marx: Preferisco leggere o vedere un film piuttosto che vivere nella vita non c è una trama.

Qual è il senso di questa citazione? Tutti i personaggi di questo film, a cominciare da Ezio, hanno paura di qualcosa: La pienezza di vita è qualcosa a cui avremmo diritto e che, a volte, noi stessi ci neghiamo. Questo film vuol essere un invito ad abbassare le difese, ad affrontare la realtà con maggiore disponibilità e tenerezza, a lasciarsi andare.

Il suo è un cinema di viaggi, di grandi viaggi, ma con Happy family si torna a casa: Credo che tutti i milanesi riconosceranno la loro città sullo schermo; tuttavia, la Milano del mio film è più teatrale che realistica: Diciamo che sullo schermo appare Milano come vorrei che fosse L ambientazione milanese e la matrice teatrale fanno pensare ad un ritorno alle origini. Viene in mente Kamikazen, ultima notte a Milano, il suo secondo film del Non sono d accordo; ritengo che Happy family sia un film completamente diverso da tutti i miei precedenti lavori.

La cosa più innovativa che abbia mai realizzato, per il montaggio, la progressione della storia, la presenza di personaggi atipici.

Si tratta di un film difficilmente etichettabile. Questo è vero; nel ruolo dei padri ci sono Diego Abatantuono e Fabrizio Bentivoglio.

Il primo è un uomo in balia delle onde, che cerca di mettere insieme il pranzo con la cena veleggiando sulle barche dei ricchi da un oceano all altro. Bentivoglio, invece, è un ricco ed affermato avvocato dell alta borghesia. Era dai tempi di Turnè, , che i due attori non lavoravano insieme, ma devo dire che, non appena si sono ritrovati sul set, la magia si è riaccesa immediatamente. Abatantuono, con il quale ho fatto nove film, ormai è una sorta di mio alter ego cinematografico e con Bentivoglio, con cui ne ho realizzati quattro, sono il cuore caldo della storia: Sul versante femminile ci sono invece delle new entry Nel ruolo delle mogli ci sono Margherita Buy e Carla Signoris, due attrici preparatissime che ho sempre stimato ed apprezzato, straordinariamente dotate anche dei tempi comici necessari alla commedia.

Perché, lo dico senza vergogna, una delle ambizioni di Happy family è anche quella di far ridere. Da dove viene questo titolo? Dai temi, circa , che abbiamo dato da fare ai licei. In realtà, il titolo proposto agli studenti era simile: Sono partito dalla volontà di capire bene la mia distanza dai ragazzi, che non ho più accostato da Che ne sarà di noi del Che ne è stato di quella generazione, mi sono chiesto, dove sarà fuggita via?

La mia vicinanza è a questa generazione e ai suoi rapporti con i genitori: Che film ne è uscito? Il film è molto realistico, senza stereotipi: Un sequel di Che ne sarà di noi?

Una risposta a quell età non la puoi avere. La possono dare gli adulti, anzi nemmeno: In famiglia, mentre crescono i figli, dovrebbero necessariamente crescere i genitori, ma questo non avviene. Come inquadri le nuove tecnologie, i social network?

A differenza degli adulti, il 14enne cerca contatti con il mondo: Come hai lavorato alla sceneggiatura? Ho estrapolato diverse cose, il campionario di vita di questi ragazzi mi ha dato diverse dritte. Nei titoli ci sono i ringraziamenti a questi licei, molto diversi tra loro: Sono stati tutti fantastici, dei soldati meravigliosi da comandare.

Voglio ricordare anche Max Tortora, perfetto. Ritorniamo ai tuoi ragazzi ispiratori: Innanzitutto la profonda voglia di fiducia. Il loro nuovo modo di comunicare, tra Facebook e messenger, non attesta altro che la loro incredibile voglia di parlare.

Purtroppo, genitori e famiglie non sembrano il luogo più adatto per esprimere questo desiderio di fiducia. Deluso per il riflusso del passato, dovuto anche a noi adulti. Chissà, forse dal punto di vista culturale si sono fermati. Nessuno, dico nessuno, vi ha fatto alcuna menzione. Non interessa a nessuno, nemmeno l ideologia in una prospettiva politica: Di fronte a questa situazione, qual è il messaggio del film? Non c è un messaggio, ma una scena, dove indico quello che è il mio pensiero, quello che dopo anni sono arrivato a capire: Qual è il valore del branco?

Nonostante tutto, incomprensioni, litigi, tra genitori e figli ci si riunisce per forza, per sangue, necessità di vita. E, in quel momento, capisci l importanza del branco. Un interpretazione che, sommata a quella in Una questione di cuore di Francesca Archibugi, ha fatto cambiare al pubblico e alla critica la percezione del suo lavoro.

Micaela aveva esordito in ruoli in cui l aspetto fisico aveva una parte predominante rispetto al suo talento, volto oggi ad esprimere un umanità profonda, problematica e con una credibile venatura popolana.

Come, ad esempio, nel nuovo film del regista toscano, La prima cosa bella, dove interpreta una madre di famiglia in una storia che si dipana dagli anni Settanta fino ad oggi. A rafforzarmi sono stati soprattutto i no e dopo Tutta la vita davanti qualcosa è sensibilmente cambiato nella mia carriera, spiega l attrice.

Lavoro al cinema da quando avevo diciassette anni e prima ancora avevo fatto alcuni fotoromanzi. Quello che è successo è stato del tutto inaspettato, perché è come se qualcuno avesse scorto in me qualcosa che prima non si era mai vista o percepita. È stato il film di Francesca Archibugi a farmi superare la trappola di essere considerata una ragazza sexy e basta. Ho potuto mettere in mostra un lato tosto e combattivo del mio carattere: Trovo le altre donne sempre più belle di me.

La prima volta che ho notato qualcosa di me che mi piaceva è stato durante le riprese di Tutta la vita davanti. Pensa un po quanto sono cresciuta nel frattempo.

Ci metti una vita a conoscerti. Io a quattordici anni lavoravo già e il primo film è arrivato a diciotto. Pensa se mi fossi spogliata allora quando non mi conoscevo ancora. Oggi riesco a guardarmi in maniera più distaccata. All inizio non avrei mai potuto: Adesso ho scoperto di piacermi un po.. Lei sta per diventare madre anche fuori dallo schermo: In questo momento desidero godermi in pieno questa esperienza senza avere una fretta particolare di tornare a lavorare.

Non ho lavorato durante la gravidanza: Inoltre, desideravo cogliere questa occasione per prepararmi al meglio al ruolo di madre. Credo che i nove mesi di gestazione rappresentino un tempo necessario per prepararsi al cambiamento. Mi sono dedicata a tante letture e ho visto tanti film che, nel frattempo, avevo perso o che non conoscevo affatto. Quali ruoli vorrebbe portare sullo schermo?

Senza dubbio, donne alle quali ti vien voglia di volere bene. Parliamo de La prima cosa bella Sono una giovane mamma livornese alle prese con una vita complicata.

È una donna avida di vita: Una figura femminile apparentemente contraddittoria che rischia di essere continuamente fraintesa a causa delle malizie dei maschietti che la circondano. È un personaggio veramente unico ed emozionante. Vivere un esperienza molto bella che mi ha permesso di lavorare nella sua città, entrando ancora di più nel suo mondo. È stata una grande ispirazione, perché Livorno è una città emozionante.

Il lavoro, ovviamente, non è stato facile, perché parte del film è ambientata in un altra epoca. Questo ha richiesto una grande concentrazione e, da parte mia, l affidarmi completamente a Paolo e alla sua visione di una storia che si snoda attraverso quarant anni, segnata profondamente dal passaggio di epoche differenti. Sentivo il bisogno di seguire la sua idea della narrazione, mentre in Tutta la vita davanti ero stata io a dargli delle suggestioni rispetto a come interpretare una donna per la quale avevo già in mente una serie di idee.

È un grande direttore di attori: È un regista generoso che vuole tanto bene ai professionisti che dirige. Sarà la sua Mia Farrow, come per Woody Allen?

Sarebbe un privilegio, ma credo che, verosimilmente, saranno i singoli progetti ad unirci professionalmente. Il mio ruolo ricorrente nella sua vita è quello di moglie. Per il resto, vedremo. La bella vita , Ferie d'agosto , Ovosodo , Baci e abbracci , My name Is Tanino , Caterina va in città , N Io e Napoleone , Tutta la vita davanti , La prima cosa bella Valerio Mastandrea, Marco Messeri e Claudia Pandolfi Stefania Sandrelli Con le lacrime agli occhi Ha l andamento del romanzo ottocentesco La prima cosa bella, il film baciato da un grande successo di pubblico e di critica.

Ne parliamo con l autore, che allontana ogni sospetto di affinità con il proprio vissuto livornese Sto volando: Eravamo tutti convinti della qualità del film, ma La prima cosa bella, per certi versi, racconta anche una storia molto dolorosa, che poteva spaventare gli spettatori.

Ma non sarà che proprio il desiderio e il piacere di commozione sia stato e sia una delle chiavi del successo? I motivi per cui un film conquista o non conquista il pubblico sono sempre piuttosto indecifrabili. Nel caso specifico, accompagnando l uscita del film in varie proiezioni in giro per l Italia, ho potuto verificare direttamente una grande partecipazione emotiva, reazioni molto intense, con grandi risate ma anche con lucciconi all uscita dalla sala.

Mi dicono che spesso, anche nelle normali proiezioni, alla fine del film nei cinema si levano applausi, cosa che accade raramente. Nel suo tour promozionale ha potuto constatare reazioni diverse da regione a regione? Le accoglienze più calde, davvero indimenticabili, si sono registrate, come era facilmente prevedibile, a Livorno, dove è stata organizzata la prima proiezione aperta al pubblico.

Si è tenuta al cinema Quattro Mori, una grande sala da posti, colma fino all inverosimile, in un entusiasmo che mi ha letteralmente travolto. Girando molte città non ho notato grandi differenze, se non il fatto che nelle proiezioni effettuate nelle città del Nord gli uomini piangono di più.

Gli spettatori maschi del Sud, invece, si controllano maggiormente, hanno un certo ritegno, un palese imbarazzo a mostrare le lacrime. La prima cosa bella appare un film piuttosto diverso da tutto il suo cinema precedente; questa consapevolezza di diversità le era chiara già in fase di scrittura? Non ci avevo assolutamente pensato né scrivendo il film, né successivamente a lavorazione ultimata.

Anche ragionandoci ora mi pare che La prima cosa bella possa essere considerato un film diverso dai miei precedenti, nel senso che è un po più drammatico di altri lavori, anche se poi il mio film d esordio, La bella vita, non era da meno.

Forse l aspetto più inconsueto del nuovo film è il sentimento che sostiene tutta la storia: Qualcuno ha interpretato questo sentimento coma una sorta di autobiografica confessione: Ma, nonostante le affinità anagrafiche e geografiche, Bruno non mi rappresenta. Personalmente guardo con sospetto coloro che si confessano sullo schermo: Per i miei film non mi sono mai ispirato alla mia biografia.

Da cineasta non ho cambiato atteggiamento. Del resto, il racconto de La prima cosa bella ha un po la struttura del grande romanzo ottocentesco, pieno di avvenimenti grandiosi: Al centro del suo film c è una famiglia, come accade negli ultimi film di Verdone, Rubini, Muccino e in quelli annunciati di Ozpetek e Salvatores.

Perché tutto questo interesse del cinema italiano nei confronti della famiglia? Non so rispondere e forse una risposta non c è proprio. Innanzitutto, mi verrebbe da dire che l argomento famiglia è sempre stato un tema affrontato dalla commedia italiana, perché offre l occasione per raccontare sentimenti, affetti, rivalità. Insomma, non mi pare che si tratti di una vera novità. Poi, probabilmente, la concomitanza di uscita di certi film è del tutto casuale.

Infine, mi pare la cosa faccia parte di quella classica predisposizione giornalistica che tende a identificare delle precise tendenze, esagerando sempre un po. Quante volte, ad esempio, abbiamo sentito parlare di morte e di resurrezione del cinema italiano? Vedrete che anche adesso, dopo che in autunno regnava il pessimismo, grazie a Verdone, al mio film, al successo che auguro e che prevedo alle imminenti, prossime uscite, sulla stampa il cinema italiano tornerà ad essere celebrato trionfalmente.

Americano rosso , Senza pelle , I giardini dell'eden , Casomai , La febbre , Commediasexi , Sul mare Dario Faiella e Martina Codecasa In acque sicure Un barcaiolo di Ventotene e una studentessa genovese vivono un amore improbabile Sul mare.

Un film girato in digitale, con due attori emergenti e in piena autonomia Volevo realizzare un film in cui tutti avessero un approccio da esordienti: Sul mare lo considero, idealmente, come il mio primo film, perché ho sentito un altra volta l adrenalina dell esordio grazie ad un linguaggio nuovo e ad un approccio diverso.

Un film interamente realizzato in location sull isola e nelle acque antistanti l isola di Ventotene e che descrive l amore tra due ragazzi appartenenti a classi sociali differenti: Mi sono circondato di persone che avevano voglia, come me, di tornare a fare cinema in una certa maniera: Oggi come oggi, fare questo lavoro significa per me ottenere un indipendenza totale. Non abbiamo chiesto soldi pubblici e siamo stati guidati dal lavoro che volevamo realizzare. Come è nato Sul mare? La sceneggiatrice dei film di Massimo Troisi, Anna Pavignano, con cui avevo scritto Casomai, mi ha fatto leggere il suo ultimo romanzo prima che venisse pubblicato.

Mi è piaciuto moltissimo, era una storia d amore struggente tra un ragazzo isolano e una coetanea ventenne che veniva dal nord per le immersioni. Dopo Commedia sexy ho scritto altri quattro film e avrei potuto scegliere qualsiasi progetto, ma alla fine ho preferito dedicarmi a Sul mare per essere davvero libero. In Italia chiunque voglia fare un film deve avere un cast che fa appello ad una lista di una decina di nomi. L ingresso delle televisioni condiziona fortemente il risultato finale, snaturando la gran parte delle operazioni.

Ho voluto, invece, mettere in piedi un progetto in cui gli interpreti fossero dei veri sconosciuti. Forse sono condizionato dal mestiere che faccio, ma al cinema gli attori particolarmente noti mi distraggono, con il loro passato, dal film che sto vedendo. Nutro un grande rispetto per gli attori e le attrici italiane, ma trovo abbastanza inaccettabile che, oggi, non si possano montare produzioni dove vi siano dei talenti giovani e sconosciuti.

Ho lavorato sui curricula e i due protagonisti che ho scelto, Dario Faiella e Martina Codecasa, mi hanno consentito di ripetere l esperienza che, in passato, ho fatto portando sullo schermo attori all epoca sconosciuti o poco noti come Sabrina Ferilli, Stefania Rocca, Kim Rossi Stuart e Fabio Volo. Personalmente mi considero un varatore di navi. Una possibilità che desidero non precludermi. Dario figlio di Peppino di Capri, NdR e Martina non avevano mai fatto un film, ma il loro curriculum risultava decisamente impressionante.

I loro provini sono stati ottimi e ho deciso, quindi, di buttarmi a capofitto in un operazione di cui sono entusiasta e che è stata resa possibile solo dal digitale.

L industria cinematografica italiana è pesantemente in crisi e sta a noi cercare nuovi percorsi per tornare a quella libertà espressiva che altrimenti si sta perdendo. Abbiamo bisogno di nuove tecnologie e di scoprire nuovi linguaggi.

Questa non è una scelta di povertà, ma di ricchezza. Sul digitale si basa la mia scelta produttiva anche del futuro, perché desidero fare le cose in velocità. Ho comprato i diritti del libro a marzo dell anno scorso e, circa un anno dopo, il film potrà uscire in sala. Un vero record, lontano dai tempi pachidermici del cinema, perché questa rapidità non me l avrebbe consentita un altra struttura se non una indipendente come la mia.

Insomma, un passo fondamentale per lei. Io amo lavorare in velocità nel rispetto assoluto della qualità. La macchina cinema è anacronistica, mentre il digitale permette di dimezzare i tempi con emissioni zero e l assorbimento massimo di sei chilowatt appena. Dopo questa esperienza credo che sarà difficile tornare indietro alla pellicola. Il digitale mi ha dato una libertà espressiva senza confronti, che mette in secondo piano perfino i significativi benefici economici.

Con due attori esordienti che venivano dal teatro, il mezzo mi ha permesso una grande flessibilità e libertà. Un film girato spesso in barca, con riprese sottomarine e condizioni meteorologiche, spesso, avverse. L ottimizzazione dei tempi è straordinaria, perché riesci a cambiare il piano di produzione anche due o tre volte in un giorno. In più non sei legato alla durata della pellicola: Il digitale rappresenta una metodologia rivoluzionaria, che mi ha consentito di ottenere il meglio da tutti.

Anteprima alla Berlinale Quasi per reazione alle atmosfere crude e tragiche di Un giorno perfetto, il nuovo film di Ferzan Ozpetek, Mine vaganti, si annuncia come una commedia leggera, ironica, scatenata, divertente. Ma anche commovente aggiunge il regista, perché il mio film si ricollega all essenza della commedia italiana anni 60 e 70, che faceva ridere ma anche piangere. Del resto, durante il montaggio di Mine vaganti mi è capitato di verificare che certe scene, accompagnate da una musica allegra risultavano decisamente comiche, ma le stesse scene, senza musica, assumevano un tono malinconico.

L idea del film prosegue il regista nasce da una doppia sollecitazione; da un parte il racconto di un mio amico, che mettendomi a conoscenza di una sua drammatica storia privata, mi ha fatto ridere irresistibilmente; dall altro i miei personali ricordi a proposito del rapporto con mio padre.

Quando ne ho parlato, ancora vagamente, con Domenico Procacci, lui si è subito convinto che il film si sarebbe dovuto fare, dichiarandosi disponibile a produrlo e sollecitandomi a mettermi al lavoro. Ma la scrittura del film, realizzata con Ivan Cotroneo, è stata un impegno lungo e complicato e il copione definitivo è frutto di una quindicina di successive stesure. Mine vaganti, che sarà lanciato al festival di Berlino nella sezione Panorama e arriverà nei cinema italiani il 12 marzo, racconta fatti e misfatti, segreti e bugie di un eccentrica famiglia di oggi, fra le più note ed illustri di Lecce.

La storia prende il via con il ritorno a casa, dopo un lungo soggiorno a Roma, di Tommaso, il figlio minore dei Cantore, proprietari di un avviato pastificio. Ad accogliere Tommaso sono la nonna, ribelle e determinata, ancora legata al ricordo di un giovanile amore impossibile; la mamma Stefania, affettuosa e soffocata dalle convenzioni borghesi; il padre Vincenzo, tipica incarnazione del patriarca autoritario; zia Luciana a dir poco eccentrica; la sorella Elena, desiderosa di fuggire da un destino che sembra già assegnato; il fratello Antonio, che nasconde un segreto di Pulcinella, che è sulla bocca di tutti.

Ma soprattutto, tornato a casa, Tommaso dedicherà le proprie attenzioni alla graziosa Alba, figlia di un altra nota famiglia impegnata anch essa nel settore alimentare. Tutto si snoda in un crescendo di rivelazioni e ribellioni, fino a quando un evento inatteso mette in moto un imprevedibile cambiamento, che rivoluziona la vita di tutti i protagonisti. Sembra di intuire che, ancora una volta, il cibo giochi un ruolo importante nel cinema di Ozpetek.

Qualche mese fa commenta il regista nell inchiesta apparsa su un mensile di settore, ho letto che alcuni critici affermavano di non poterne più delle tavolate apparse nei miei film. In Mine vaganti ci sono varie riunioni familiari che si svolgono attorno ad una tavola riccamente imbandita; ma del resto non sono proprio i momenti conviviali dei pranzi e delle cene le uniche occasioni per riunire le famiglie? E poi, lo confesso, sono effettivamente interessato al cibo, ne sono affascinato e mi piace mangiare.

Nel caso specifico, poi, non potevo non tener conto della cosa, poiché la storia è ambientata nel Salento, ovvero in una terra di grandi tradizioni culinarie.

A proposito di ambientazioni: I motivi sono numerosi: La scelta è caduta su Lecce e il Salento perché sono terre ricche di raffinate suggestioni iconografiche. Trovo che la Puglia sia una delle zone più affascinanti d Italia, una regione incantevole per trascorrervi una vacanza, come mi è capitato spesso.

Ma soprattutto mi piace il calore della sua gente, la disponibilità nei confronti degli altri, l accettazione del prossimo, chiunque sia, indipendentemente da come è vestito e dal colore della pelle.

In una società sempre più ostile e razzista, la Puglia oggi rappresenta un eccezione. Eppure nel suo film emerge la difficoltà nell accettare la diversità, nel caso specifico l omosessualità di Antonio, il personaggio interpretato da Alessandro Preziosi.

In realtà è solo il padre Vincenzo che si dispera quando l omosessualità di Antonio viene scoperta. Vincenzo non riesce ad accettarla per motivi sociali: Lui non è contro l omosessualità del figlio, vorrebbe solo che gli altri non lo sapessero, che la cosa restasse segreta. Il film gioca sull ambiguità e l ipocrisia, temi cari a tutta la tradizionale commedia italiana. A proposito di modelli: Nessun film e nessun regista in particolare. Si tratta di procedimenti inconsci che si scoprono solo dopo avere ultimato il lavoro.

Ritraendo la famiglia Cantone si è ispirato a qualche personale ricordo? Tutti i film sono sempre un po autobiografici. Nonostante le differenze di lingua e di cultura, qualche affinità fra la famiglia Cantone e la famiglia Ozpetek esiste. La mia, anche se una famiglia tradizionale e musulmana, era molto sui generis:

video gay x escort gennevilliers

0 thoughts on “Video gay x escort gennevilliers

Leave a comment

Your email address will not be published. Required fields are marked *